Quando adottare diventa un’odissea, se nella coppia c’è una persona con disabilità

ROMA – Per adottare il loro bambino, Elena e Giuseppe sono dovuti volare più volte in Russia. Un iter burocratico lungo, costoso, che ha presentato non pochi problemi di accessibilità per muoversi lungo il Paese. Gli stessi disagi che hanno trovato Patrizia e Mario quando si sono dovuti recare in Croazia per realizzare il loro desiderio di genitorialità e donare un futuro migliore al piccolo che hanno adottato, rispetto all’orfanotrofio in cui viveva. Quella di questi neo-genitori è una storia che somiglia molto a quella di altre mamma e papà…

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